Il lev, la moneta bulgara, ha le ore contate?

lev moneta bulgara

Il lev, la moneta bulgara, è forse destinato ad essere ricordato solamente nei libri di storia? A quanto pare, sì. Infatti, è di poche settimane fa l’invio ad opera della Bulgaria dei documenti per l’ammissione al meccanismo AEC II.

Il lev, la moneta bulgara: storia recente

Dopo la Liberazione dal Giogo ottomano durato circa 5 secoli, la Bulgaria riuscì a riprendersi la propria autonomia. Questo significò anche cominciare a battere una moneta propria che sostituisse la lira ottomana.

Durante il periodo di transizione tra la Liberazione e l’emissione della nuova valuta in Bulgaria circolarono diverse monete diverse, prevalentemente d’argento, che gradualmente furono rimpiazzate dal lev.

Tuttavia, l’imposizione del lev come unica moneta sul suolo bulgaro si verificò in seguito a un periodo di relativa difficoltà economica.

Infatti, il governo e la Banca nazionale bulgara (BNB) riuscirono ad eliminare dalla circolazione i rubli e i franchi d’argento mediante tassi di cambio superiori a quelli di mercato.

L’intento era quello di non svalutare eccessivamente il risparmio privato. Tuttavia, il processo diede avvio a un significativo fenomeno deflattivo. A questo si riuscì a compensare in larga misura grazie all’emissione di lev sotto forma di banconote negli anni seguenti.

Successivamente il lev divenne l’unica moneta effettivamente in circolazione in Bulgaria. Stabilizzò il proprio status di moneta nazionale ancorandosi a valute più forti. Dal 1997 il valore del lev dipendeva da quello del marco tedesco e poi da quello dell’euro.

Oggi un euro vale circa 2 lev (per la precisione, 1 € = 1,95583 BGN).

Il lev, la moneta bulgara: futuro incerto?

La parola “lev” deriva probabilmente da лъв, ossia “leone”, uno dei simboli del popolo bulgaro.

Oggi questo “leone” ha forse perso un po’ della sua innata forza a favore di una moneta che registra performance decisamente migliori. Mi riferisco chiaramente all’euro.

E, del resto, l’interesse della Bulgaria per la moneta unica europea è una naturale conseguenza dell’entrata del Paese nell’UE nell’ormai lontano 2007.

Infatti, una volta rientrata nel club europeo, l’erede dell’antica Tracia ha sempre puntato ad adottare l’euro. Tuttavia, per far sì che ciò accada, è necessario soddisfare numerosi requisiti imposti, fra l’altro, dalla Banca centrale europea.

Riuscirà, dunque, la Bulgaria nel suo intento? Scopriamolo insieme!

L’Accordo europeo di cambio, AEC II

Gli Exchange Rate Mechanism (ERM), o Accordi europei di cambio (AEC), hanno l’obiettivo di fissare le oscillazioni delle monete nazionali all’interno di un intervallo ben preciso. Questo permette di garantire la stabilità dell’intero sistema.

Nel 1999 sono entrati in vigore gli accordi AEC II (o ERM II, in lingua inglese). Questo meccanismo prevede che tutti i Paesi che entrino nell’UE dovranno poi adottare l’euro. Per avviare la procedura di adozione, è necessario che il dato Paese soddisfi i requisiti necessari per entrare nel meccanismo AEC II. In passato, diversi Stati quali Grecia, Cipro, Malta, Danimarca e Lituania sono entrati nella fase AEC II, per poi uscirne una volta adottata la valuta unica.

La Bulgaria e l’euro

Il rapporto tra Bulgaria ed euro è particolarmente travagliato per motivazioni prima economiche e poi politiche. Inizialmente, la Bulgaria non soddisfaceva i cosiddetti criteri di convergenza, condizione necessaria per l’adozione della moneta unica. Successivamente, l’assenza di un vero e proprio consenso pubblico a favore dell’euro, nonché il susseguirsi di attriti con l’Unione europea hanno causato ritardi significativi nell’avvio della procedura.

Infatti, già nel 2018 il ministro bulgaro delle Finanze Goranov ha chiesto ufficialmente alla BCE di entrare nel meccanismo AEC. Tuttavia, non era la volta buona.

Sembra invece che la pandemia di coronavirus possa essere propizia per la Bulgaria. Infatti, è di pochi giorni fa l’invio dei documenti per l’ammissione alla cosiddetta “sala d’aspetto dell’Eurozona“. È con questa espressione che in bulgaro ci si riferisce al meccanismo AEC II il quale di fatto rappresenta proprio l’anticamera al club dell’euro.

Boyko Borisov, il primo ministro bulgaro, avrebbe inviato questi documenti alla BCE facendo affidamento al sostegno del francese Macron.

Di conseguenza, molto probabilmente nei prossimi anni ci troveremo nei portafogli euro bulgari. E come li riconosceremo? Stando al sondaggio popolare “I simboli bulgari”, gli euro bulgari recheranno l’immagine del Cavaliere di Madara, uno dei beni bulgari protetti dall’UNESCO.

Gli altri simboli oggetto del sondaggio erano la rosa bulgara, il monastero di Rila, Tsarevets e l’alfabeto cirillico.

Quale simbolo avresti voluto far vincere per rappresentare la Bulgaria sulle monete di euro? Scrivilo nei commenti qui sotto.

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Matteo Cima Administrator
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Sono consulente linguistico specializzato nei settori legale e finanziario. Traduco il diritto e la finanza da inglese, russo e bulgaro in italiano. Aiuto gli imprenditori italiani a sviluppare la loro attività in Bulgaria.
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